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Gli Spywares sono dei piccoli ed
insidiosi programmi, che senza nessuna autorizzazione si installano sul
nostro computer durante la navigazione in internet o semplicemente quando
installiamo dei nuovi programmi. Scopo principale degli Spyware è quello
di rubare ed inviare nostre informazioni a degli sconosciuti ricevitori
perennemente in ascolto sulla rete. La sua azione è diretta ad
immagazzinare tutte le operazioni che normalmente svolgiamo durante l’
utilizzo quotidiano del PC. A questo punto sorge spontanea la domanda:
“perché dei soggetti hanno interesse a conoscere ed ad immagazzinare le
nostre informazioni?” La risposta a questa domanda potrebbe essere legata
ad esigenze di carattere commerciale, ovvero alla profilazione elettronica
del consumatore. Gli spywares risultano essere un valido aiuto per
consentire a questi soggetti di indirizzare una determinata attività
commerciale, sostituendo le vecchie strategie promozionali di nuovi
prodotti di massa, con nuove personalizzate ad hoc. In altre parole,
una pubblicità digitale, in grado di offrire maggiori risultati a costi
minori e con la certezza delle caratteristiche del destinatario del
prodotto. E’ all’interno di questa nuova forma di raccolta, che trova una
sua collocazione naturale il fenomeno degli Spyware.I dati raccolti, archiviati ed elaborati diventano nel corso del tempo una
vera e propria fonte di ricchezza che in alcuni casi, se venduti, possono
risultare una ottima fonte di guadagno. Compreso il valore economico dei
dati personali si intuisce come sia stato necessario maturare nuovi e
sempre più potenti strumenti di reperimento ed immagazzinamento di
informazioni da vendere. Questi nuovi strumenti dovevano rivelarsi idonei
a creare delle vere e proprie corsie preferenziali all’interno del Web,
percorribili nel breve tempo possibile, da flussi di dati sempre più
diretti e consistenti. L’ostacolo principale da superare per la
diffusione di questi prodotti era quello di
celare, all’insaputa dell’amministratore del computer, uno spione
pronto ad inviare periodicamente ad ogni collegamento le notizie generate
e presenti all’interno del computer ospitante.
La soluzione più ingegnosa è stata quella di diffondere gli spyware
attraverso software vettori del tipo freeware, che sorretti dal principio
della gratuità consentivano una rapida e diffusa installazione attraverso
il download da internet o l’installazione con gli inserti distribuiti con
le riviste
specializzate.
E’ necessario precisare che non tutti i software freeware presentano al
loro interno degli Spyware. In questo modo
con l’installazione libera sul proprio computer da parte
dell’amministratore si potevano eludere
tranquillamente tutte le possibili politiche restrittive dei domini di
sicurezza.Il programma così installato sarebbe stato libero di operare
senza limitazioni. Tale fenomeno si è diffuso anche perché
l’utente medio ne ignorava oltre all’esistenza ed alla pericolosità, anche le tecniche di diffusione ed installazione. Infatti,
assieme a questi programmi applicativi, potevano essere installati dei
sotto programmi che non si limitano a ricevere gli aggiornamenti dei banners pubblicitari, ma che avevano anche il compito di raccogliere ed
inviare, collegandosi senza autorizzazione o avvertimento alcuno, a server
sconosciuti, informazioni concernenti i gusti e le abitudini di chi
utilizza il computer. Tecnicamente quando l’utente si connette ad Internet, il programma entra
in azione in modalità “stealth”, senza che in realtà l’ignaro navigatore
possa accorgersene dell’accaduto. Tale software si mette istantaneamente
in contatto, secondo una programmazione prestabilita, con il server di
riferimento inviando e ricevendo i dati raccolti. Dal punto di vista
giuridico è necessario qualificare una comunicazione non autorizzata di
questo tipo. Il problema giuridico da affrontare è quello di verificare la
compatibilità di un prodotto commerciale così particolare con
l’ordinamento giuridico italiano e con il suo complesso di norme poste a
tutela della persona e dei suoi interessi primari. Inoltre, solo
ultimamente grazie anche a dei software anti-spyware è stato possibile
rilevare ed eliminare dall’hard disk questi programmi, limitando o
contenendo almeno in parte il fenomeno.
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