Navigare tra diritto ed informatica

a cura del  Dott. Gregorio Esposito

 

 

 

Cosa si intende per commercio elettronico e per portali internet

Quando si parla di commercio elettronico, si fa riferimento alla commistione tra  nuove tecnologie e tecniche tradizionali di commercio. Le tecnologie legate ad internet e all'uso che di queste se ne può fare, hanno rivoluzionato il modo di fare commercio. Si parla sempre più di e-commerce. Su internet si vende e si compra di tutto, si concludendo contratti in qualsiasi parte del mondo, semplicemente con un click. I soggetti che intervengono nell'ambito del commercio elettronico sono i più diversi, infatti adesso si parla di commercio B2B (business to business), B2C (business to consumer),  C2C (consumer to consumer),ecc.. In virtù delle molteplici combinazioni tra soggetti che intervengono nell'ambito del commercio elettronico, dei luoghi da dove questi concludono contratti, è evidente come una disciplina legislativa, sia fisiologica a regolamentare questo nuovo modo di fare commercio. Infatti diversi sono stati gli interventi del legislatore comunitario da prima e da poi quelli nazionali.  Si segnalano le Direttive 98/34/CE e 98/84/CE, sui servizi della società dell'informazione, ma anche quella sulla firma elettronica, consacrata successivamente in quella nota a tutti, come la Dir. 2000/31/CE, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società della dell'informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno.  

Portali internet

L’uso e  la diffusione della grande rete mondiale ha ridisegnato le regole tradizionali di fare commercio, determinando così un’attività finalizzata allo sfruttamento economico-commerciale del web. Internet è diventato il luogo dove strumenti di comunicazione a distanza e regole di mercato tradizionali si sono fuse dando vita alla ormai già nota parola “e-commerce”. Con internet è possibile porre in essere un’attività di profilazione dell’utenza che accede ai vari siti d’interesse. Questo permette di tracciare le caratteristiche socio-economiche del cyberconsumatore, determinandone così i criteri d’azione finalizzati ad un incontro tra pubblicità e commercio. Un valido aiuto è offerto dai portali internet. Infatti, entrando in un sito che ospita un portale è possibile accedere ad una vasta gamma di contenuti, per tutti i gusti.  La molteplicità dei contenuti richiama un numero elevato di utenti, tale, da poter così tracciare una mappa di preferenze. Lo scopo principale dei portali è quello di creare un rapporto di fedeltà con il cybernavigatore,  infatti, egli  potrà pensare al portale come ad una giuda per accedere ad internet ed al suo sconfinato mondo di contenuti e di servizi.  Un portale è un sito web che riveste caratteristiche diverse dal solito sito internet. Esso infatti contiene un numero elevato di servizi e di risorse che spaziano a 360°, soddisfa esigenze per  tutte le categorie di utenza. Vi è la possibilità di accedere a servizi di posta elettronica, ma anche a motori di ricerca,  siti per l’acquisto di prodotti on-line, banche on-line, ecc. In virtù della loro struttura si possono avere portali di tipo “orizzontale” o  “verticale” a seconda di come sono disposti i  contenuti. Per entrambi, però, la peculiarità principale è quella di incuriosire, di generare un interesse, ma soprattutto di creare un elevato numero di visitatori, in modo da assicurare alle aziende che producono beni o servizi, un ampia vetrina aperta sul web.

 

 

 

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Ultimo aggiornamento: 20-02-07                BitLex |Tutti i diritti riservati |